TORINO-LIONE

Val Susa, primi test:
non c’è amianto
Ed è polemica

TORINO Non c’è amianto nè uranio nei siti della Val Susa: è il responso dei primissimi test effettuati dall’Arpa (agenzia regionale protezione ambiente). E immediatamente si riaccende la polemica del popolo «no-Tav». «I tempi e modi di questa comunicazione - dice il presidente della Comunità Montana, Antonio Ferrentino - fanno parte di una campagna mediatica che vuole screditare la Val Susa. È incredibile che venga organizzata una conferenza stampa per fornire i dati di un unico sondaggio, effettuato in un sito dove si sapeva già che non sarebbe stato possibile trovare amianto, e poi realizzato con un carotaggio di soli dieci cm: peggio che voler trovare un ago in un pagliaio». Anche Marina Clerico docente al Politecnico di Torino contesta il risultato: «L'area del Seghino, dove è stato effettuato il sondaggio, era già stata indicata nel progetto di Ltf del 2003 come esterna alla zona geologicamente a rischio amianto. I dati geologici parlano di presenza di materiali radioattivi nella zona destra della Val Cenischia. Diversi elementi testimoniano questa presenza sul territorio, mentre dalla parte sinistra, a Venaus, dove ci dovrà essere l'ingresso del tunnel di 52 chilometri, gli studi geologici, anche quelli presentati nel 2003 da Lft, indicano come zona ad alto rischio amianto quella fra Chianocco e Foresta che si trova prima di Mompantero».
«Da medico del lavoro, mi chiedo come sia possibile che il personale dell'Arpa, un istituto composto da tecnici possa dare credito a uno studio che non rispetta i parametri minimi di un qualsiasi studio scientifico» commenta invece Vittorio Agnoletto.
«Sondaggio scientifico o spot?» attacca invece Legambiente. «È la stessa Arpa piemontese - argomenta l’associazione ambientalista - ad affermare che sono necessari almeno 15-20 sondaggi per escludere la presenza di amianto. Allora perchè subito dopo il primo rilevamento hanno addirittura organizzato una conferenza stampa per dire che l'amianto non c'è e amplificare al massimo una notizia assolutamente parziale e incompleta?».
Tonino Cassarà