I bari al gioco del Tav

 

Su in Valle ce l’hanno con il partito del “Si Tav” – quello, per intenderci, che raggruppa istituzioni e un sacco di imprese interessate all’opera -  non solo per la questione ambientale ma anche a causa della scarsa chiarezza con cui il progetto viene portato avanti. Dopo alcuni giorni di proteste, blocchi stradali e cariche della polizia, da Torino a Roma, nelle stanze dei bottoni si è passati alla linea morbida, della serie «massì, forse hanno ragione loro, il progetto andava fatto coinvol­gendo la gente della Valle Susa, in fondo l’opera li riguarda da vicino». In altre parole, Comune, Provincia, Regione e Governo hanno fatto ammenda, riconoscendo che sulla questione del­l’Alta Velocità sono stati commessi alcuni errori. Facile a dirlo, difficile a farlo. Quanto ha scoperto TorinoCronaca sui sondaggi effettuati a Mom­pantero dimostra che la.strada verso l’agognata chiarezza è ancora molto lontana. Riassumiamo. Titolati geologi - mica scolaretti - nella relazione del progetto preliminare della tratta interna­zionale Torino-Lione hanno scritto che le trivelle portate lassù in cerca di amianto sono state azio­nate in un punto dove dell’amianto non c’è nean­che l’ombra. Attenzione, non si è trattato di un errore. Tutt’altro. Che in quell’area non ci fosse nulla era cosa nota anche ai bambini. Date le circostanze, per il popolo dei No Tav è stato facile alimentare le polemiche e, quindi, sgretolare il fragile equilibrio raggiunto in questo ultimo pe­riodo. E’ bastato parlare di “sondaggi-farsa» e risuonare, di conseguenza, il tam tam della pro­testa. Ormai la questione del treno ad Alta Ve­locità ha assunto sempre di più le sembianze del gioco del poker: c’è chi tenta la carta della fortuna e chi quella del bluff. Purtroppo, considerando gli ultimi avvenimenti, attorno al tavolo verde i bari sembrano in maggioranza.

 

Andrea Miola

miola@torinotronaca.it