Scavano dove non c’è l’amianto e dicono: non c’è.
Dove c’è non scavano
Finita la tregua olimpica, i cavalieri della tav ritornano all’attacco. Stavolta la (non) notizia è che
l’amianto e l’uranio in Val Susa non ci sono e quindi avanti le ruspe. Il falso
scoop è del Corriere che ieri titolava in prima pagina: “Tav
in Val di Susa, niente amianto nel sottosuolo”. Il fatto è che l’Arpa Piemonte
ha voluto, con tanto di conferenza stampa, dare grande risalto ai risultati del
primo sondaggio sul monte Seghino (un buco di
Eppure l’amianto e l’uranio ci sono. Basterebbe leggersi il libro “Studi
geologici in Val Susa finalizzati ad un nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione”, pubblicato dalla Regione nel 2004, per
scoprire che l’Università di Torino nel 1995-
Non contenti andiamo a interrogare un geologo super partes,
uno che su queste montagne ha studiato e ci lavora tutti i giorni (e per questo
vuole evitare sia fatto il suo nome). «La formazione della catena montuosa è
molto diversificata, avessero bucato cento metri più in alto forse avrebbero
rilevato dell’amianto. La gran parte di rocce ultrafeniche ricche di asbesti
però si trova sul Musiné, in bassa Valle. Ci sono
pochi posti nelle Alpi dove affiorano come lì». In sostanza i guai amianto
verranno dalla parte italiana del tracciato, ancora senza progetto e sondaggi.
E l’uranio? «C’è nel massiccio dell’Ambin (quello del
tunnel internazionale, N. d. R.), dove invece non c’è amianto». A conferma
della nostra fonte i rilievi dell’università di Siena: su 40 campioni di roccia
testati in bassa valle ben venti casi di fibre di amianto “con elevata tendenza
alla defibrillazione”. Per l’uranio ci sono i dati di Agip e Minatome
francese salite quassù per sfruttare Uranio, Potassio e Torio. La
miniera in località Molaretto, accanto al tracciato
del traforo internazionale, presenta radioattività mille
volte più alta di quella naturale, in una zona ricca di falde. E
l’uranio a contatto con l’acqua diventa letale.
Legambiente commenta l’uscita dell’Arpa con un
laconico: “Sondaggio scientifico o spot? ”. L’eurodeputato Vittorio Agnoletto parla di «opera di disinformazione preparata a
tavolino». E il presidente della Comunità montana, Antonio Ferrentino,
lancia un allarme: «Stanno tornando alla carica. Non si era mai visto un ente
pubblico promuovere una conferenza stampa per un sondaggio su una campagna
intera. È pura politica per demonizzare il movimento no-tav».
Per Ferrentino la strategia è chiara: «Stanno
cercando di creare un movimento d’opinione contro di noi, per allontanare chi
ci sostiene e dividere il fronte istituzionale locale». Il caso vuole che il
ministro Lunardi abbia dato mezzo milione di euro
alla provincia di Torino per individuare “linee di azione strategiche” per
In effetti questi no-tav si
danno un po’ troppo da fare. Due giorni fa a Bardonecchia
si sono riuniti con
di
Claudio Jampaglia (giovedì 23 marzo)