Alle ex piste
Fiat di Rivalta la temperatura è di 6 gradi sotto
zero.
La brina - e
sono già le 10 - nasconde i pochi squarci di verde che stentatamente sbucano
dalle lingue d'asfalto teatro, negli anni scorsi, di gare clandestine tra
bolidi modificati. Qui il Toroc ha pensato di
sistemare - vitto e alloggio - 500 autisti delle Olimpiadi. Quaranta giorni
dentro 150 container. Possibile? Possibile.
L'altro ieri sera sono arrivati in duecento al volante dei loro pullman tirati
a lucido e con 1200 km
alle spalle.
La maggioranza proviene dalla Sicilia, ma la mappa geografica del gruppo copre
l'intera penisola. Dopo la prima notte in questi vagoni tristi e opachi hanno
deciso che si doveva cambiare rotta. Da ieri mattina sono in stato di
agitazione generale.
Ce l'hanno col Toroc che
ieri sera - oltre alle opportune scuse del direttore generale, Cesare Vaciago - li ha spostati in blocco al villaggio olimpico
dei giornalisti per frazionarli poi - tra oggi e domani - negli appartamenti a Sauze d'Oulx e negli alberghi di Cherasco, Alba, Bra e Volpiano. Una bruttissima figura a pochi giorni dalle Olimpiadi
perché gli autisti erano stati stipati in container recuperati nel 2001 da
Foligno e nel 1997 da chissà dove. Roba utilizzata dai terremotati, dagli
sfollati dell'Irpinia.
La mattina è un tam-tam di avvertimenti espliciti ai dirigenti del Toroc. Poi, all'ora di pranzo,
l'ultimatum: «O ci sistemate in albergo - dicono - o ce ne torniamo a casa.
Siamo venuti qui per lavorare non per essere trattati
come bestie». Il problema è analogo a Susa, altra area di sosta - e soggiorno -
per gli autisti olimpici. Sui contratti di tutte le agenzie di viaggio si legge
di «sistemazione in camera doppia», ma in nessun pezzo
di carta si parla di container o simili.
E allora gli autisti non ci stanno: incrociano le braccia,compatti
nella protesta. Arrivano i carabinieri di Orbassano,
compagnia di Moncalieri. I militari entrano nei container dov’è facile
constatare come e quanto siano assenti le condizioni di vivibilità. Tutto
finirà - intorno alle 14 - in un rapporto dettagliato al quale potrebbero seguire, nei prossimi giorni, una serie di
denunce che gli autisti, imbufaliti, intendono
portare avanti contro gli organizzatori. Nel pomeriggio continuano ad arrivare
altri pullmann.
I proprietari scendono, vedono i container e finiscono per aggregarsi alla
protesta che condurrà - più di cento di loro - fino al palazzo del Toroc in corso Novara. Sono le 17.
L'esordio di Vaciago è sintomatico di quanto i
vertici del comitato olimpico abbiano compreso
l'errore: «Scusate - dice ai presenti - vi abbiamo accolto male. Non vi abbiamo
avvisato che la sistemazione era prevista nei container. Ora restano tre
soluzioni: alberghi, appartamenti dove oggi ci sono i miei dirigenti o i
container risistemati correttamente».
Le soluzioni accettate sono le prime due. Pazienza se da Bra
ci vorrà un'ora per arrivare a Torino: «l'importante è che nessuno torni in
quel villaggio degli orrori»
Giuseppe Legato
Pubblicato
su “La Stampa on-line” il 26-01-2006.