di Maurizio Tropeano
Per Trenitalia cresceranno i flussi di
trasporto per aerei e navi, non quelli per i treni
«Le linee storiche sono ben
lontane dalla saturazione e i tempi non sono maturi per decidere la
realizzazione di linee ad Alta velocità/capacità». Chi parla non è un leader
del movimento No Tav valsusino,
ma Marco Manfredini, direttore operativo cargo di Trenitalia. Il suo intervento gela la platea del convegno
riservato che si è svolto nei giorni scorsi a Torino Incontra sul futuro dell’Interporto merci di Orbassano.
Il ragionamento di Manfredini si inserisce in
un’analisi dei flussi del traffico merci che prevede una crescita di domanda di
trasporto su nave e aereo (che si utilizza prevalentemente per tratte superiori
ai
Se queste sono le tendenze allora diventa chiaro che per Trenitalia
puntare sull’alta capacità significherebbe programmare investimenti non
sostenibili visto che per il nuovo parco locomotive e
il nuovo parco carri la necessità stimata è fra i 7000 e i 10 mila carri.
Certo Trenitalia è solo uno dei tanti attori pubblici
che si muovono sulla scacchiera della Tav ma è evidente che in una situazione finanziaria dove il
piatto piange quelle riflessioni possono avere un peso almeno dal punto di
vista dell’indicazione delle priorità di spesa. Un esempio? Lunedì a Roma il
ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero,
commentando
Spiega: «Il punto di partenza di Trenitalia capovolge
la base di lavoro su cui in questi anni sono stati elaborati i progetti a
partire da quelli dell’Unione Europea per finire con i documenti di Rfi. La realizzazione del tunnel di base è fondamentale per
assicurare il riequilibrio modale del traffico merci». Borioli
si dice convinto che «si tratta di una posizione di cui bisogna tener conto ma da non prendere troppo sul serio, è solo una
posizione aziendale e le scelte strategiche vanno fatte in sede politica».
Si vedrà anche perché nei palazzi della politica la situazione si complica.
Così se il sindaco, Sergio Chiamparino, tira fuori dal cassetto una vecchia proposta cara all’allora
amministratore delegato di Rfi, Mauro Moretti, che
punta alla valorizzazione dello scalo merci di Chivasso
al posto dell’Interporto di Orbassano, Regione e
Provincia fanno muro in difesa del collegamento con il Sito. E a Borioli che parla di una «scelta strategica» fa eco il
presidente Antonio Saitta: «Parlare di Chivasso al posto di Orbassano
vuol dire ignorare il grande sviluppo dell’Interporto e le potenzialità future.
Rfi fa un mestiere, il compito degli enti locali è
quello di valorizzare il territorio». Senza dimenticare che la cancellazione
del collegamento di Orbassano rischia di far saltare
il già fragile accordo con i comuni della Gronda.
Polemiche su un futuro ancora incerto. Oggi a Roma è prevista una nuova
riunione della Conferenza Intergovernativa sulla Torino-Lione.
Si parlerà soprattutto di fondi, quelli che l’Unione Europea dovrà stanziare per
il periodo 2007-2013. Il rapporto De Palacio e i
problemi di bilancio a Bruxelles potrebbero portare i due governi ad un’azione
congiunta di Roma e di Parigi. Ieri con un comunicato stampa si sono fatti
sentire i Sì Tav. Bruno Bottiglieri,
segretario generale della Transpadana, spiega: «Se dalla Valle di Susa
continueranno ad emergere esclusivamente posizioni pregiudizialmente contrarie
alla Torino-Lione il governo dovrà procedere
egualmente nella realizzazione dell’opera per rispettare gli impegni presi con
l’Ue».