Lavoro e democrazia con
Il congresso nazionale della
Fiom-Cgil esprime il suo sostegno e la sua
partecipazione alla lotta popolare e democratica della Valle di Susa contro il tentativo
di imporre a quella comunità il progetto del alta velocità/capacità.
Il
grande movimento popolare che ha resistito e respinto pacificamente la
militarizzazione di quel territorio dopo i gravi fatti di Venaus
del Dicembre scorso, chiede di sospendere i cantieri come presupposto per la
ripresa di un dialogo con la popolazione di quella valle, con i suoi legittimi
rappresentanti istituzionali a partire da Sindaci di quelle comunità locali.
Una domanda di democrazia e di partecipazione che chiede l’espansione della
democrazia e non altre espressioni di decisionismo.
Questa
domanda di democrazia è un punto di contaminazione tra quel movimento e la
nostra pratica sindacale restituire la decisione alle lavoratrici e ai
lavoratori nei luoghi di lavoro sugli atti negoziali e decidere con le comunità locali, non contro di esse, sono per noi la stessa
idea di cittadinanza.
Il
tavolo di palazzo Chigi e
l’osservatorio tecnico conquistati dal movimento popolare non possono essere
svuotati del loro significato e utilizzati per guadagnare il dopo elezioni. Il
confronto va aperto dando pari dignità alle diverse ipotesi compresa quella
formulata unitariamente dai sindaci della Valle di Susa, che tuttora ci sembra
la più responsabile e convincente. Il governo deve riconvocare immediatamente quel
tavolo presenti anche i sindaci della comunità
montana.
Noi
siamo contrari alla legge obiettivo, una legge che per
accelerare l’avvio delle opere, ha
ridotto gli spazi di informazione e partecipazione democratica, considerando
marginali i problemi ambientali.
In
un paese come il nostro, che perde capacità competitiva in tutti i settori
strategici a partire dalle produzioni industriali e che ha una finanza pubblica
limitata è indispensabile che si definiscano le priorità e che venga verificato il
rapporto tra costi e benefici visto l’alto costo dell’opera (da 13 a 40
miliardi di euro per i, prossimi venti anni) anche alla luce delle
risorse di cui dispone il Paese. Se si
vuole contrastare il declino del paese si deve investire, anche con risorse
pubbliche, nell’ innovazione di prodotto. Le priorità
devono essere date ad una ricostruzione della struttura industriale innovando
processi e prodotto in relazione ai limiti ambientali, al miglioramento dei
diritti nel lavoro e alla qualità della vita e delle relazioni sociali.
La
“vertenza” della Val di Susa è un caso nazionale che interroga il paese
sul modello di sviluppo, sul l’uso delle risorse e della finanza pubblica , sul
modello democratico e sulla capacità della politica di essere governo dei
cittadini. Questa “vertenza” nel rispetto delle autonomie del movimento e delle
sue componenti anche istituzionali ci vede parte in campo e per questo saremo
presenti al forum internazionale che si terra in Val
di Susa e a Torino dal 17 al 19 Febbraio e alle prossime scadenze del movimento.
Montesilvano, 10/02/2006