FALO’ NO INCENERITORE NO TAV SOPRA TRENTO

 

Ieri sera, giovedì 29 dicembre, una buona quarantina di oppositori alle nocività ambientali hanno dato vita ad un falò sopra il passo del Cimirlo (Trento), come partecipazione all’invito lanciato dai comitati NO TAV della Val di Susa. Il falò, acceso per più di tre ore sopra la zona in cui i progressisti del denaro vorrebbero costruire l’inceneritore, voleva essere un messaggio di resistenza contro la devastazione delle Alpi, per l’autodeterminazione delle popolazioni e in solidarietà con la lotta NO TAV (questi i tre punti proposti dai comitati valsusini). Attorno alle fiamme, qualcuno ha raccontato la storia dei fuochi di segnalazione – accompagnati spesso dal suono di tamburi o campane – nelle comunità alpine e il senso di festa che al fuoco è sempre stato legato; al punto che la Chiesa prima e i poteri centrali dopo hanno vietato i canti popolari (mettendo al rogo gli strumenti musicali) e la pratica dei falò. Una millenaria storia di persecuzioni e di resistenze, il cui filo emerge talvolta nelle lotte (come a Venaus, con i fuochi del presidio e con le campane e le sirene fatte suonare dopo le cariche del 6 dicembre…). Qualcun altro ha evocato i fuochi nella resistenza indigena dell’America Latina, giovane e insieme vecchia di cinquecento anni. Ogni tanto partiva un “Sarà düra!”…

Si è ricordato infine il prossimo incontro pubblico NO INCENERITORE NO TAV, che si terrà mercoledì 11 gennaio a Trento, nella sala circoscrizionale di via Perini, alle ore 20.30.

 

NO INCENERITORE NO TAV