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Torino-Lione: Ue presenta nuovo rapporto

26/04/2006 14:04 - Legambiente:"Rapporto politico mascherato da perizia tecnica, molte contraddizioni e un’enorme carenza di dati aggiornati”

 

Fornire alle popolazioni della Val di Susa informazioni trasparenti sull’impatto che la nuova ferrovia di base avrà sulla valle. Sarebbe questo lo scopo del rapporto sull'alta velocità redatto da cinque saggi nominati da Loyola De Palacio, coordinatore del corridoio 5 ed ex commissario europeo, presentato oggi in prefettura a Torino. “Uno studio che suscita non poche perplessità, con un’impostazione così poco neutrale - ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente- e in alcuni punti, come nel riferimento a lobby sotterranee in Val di Susa, perfino tendenzioso. Ci chiediamo - continua Della Seta - se questo rapporto, commissionato dalla De Palacio possa fornire la serietà e l’indipendenza che sono la premessa per la realizzazione di questo grande corridoio europeo, visto che non ha dato alcun elemento aggiuntivo ma alcune gravi affermazioni contro le quali non escludiamo l’azione legale”.
La valutazione degli esperti Ue sembra costituire più un controllo della rispondenza formale degli studi Ltf ai parametri di legge, limitandosi alla tratta internazionale senza prendere in considerazione la tratta di Rfi, dove è maggiore la presenza di materiali pericolosi (amianto nel tunnel Musiné-Gravio).
Nel rapporto Ue, secondo Legambiente si fa poi riferimento ad un documento di “Sintesi” del “Progetto Definitivo”, che non è mai stato pubblicato, né messo a disposizione delle amministrazioni della Val di Susa (è stato pubblicato solo il progetto preliminare). Peraltro la Via, ai sensi della legge obiettivo, viene effettuata solo sul preliminare, quindi eventuali rassicurazioni sarebbero comunque tardive (il documento ricorda che il preliminare è stato trovato lacunoso dal Cipe che lo ha approvato con 89 prescrizioni. La perplessità maggiore per Legambiente rimane comunque quella sui dati forniti dalla perizia Ue che non si riferiscono mai a quelli reali del traffico ferroviario della attuale linea Torino-Lione. Secondo i modelli esaminati dagli esperti della De Palacio ad esempio, la ferrovia attuale non avrà più capacità disponibile per le merci da qui al 2020. “Peccato però che negli ultimi 10 anni gli scambi commerciali terrestri tra Italia e Francia siano stazionari - sostiene Vanda Bonardo, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta - e che la ferrovia da Torino a Lione abbia perso il 30% del suo traffico merci. Per saturare la linea dunque - continua Bonardo - il traffico merci dovrebbe aumentare del 300% rispetto al dato del 2004, e non si capisce in virtù di quali politiche ciò possa avvenire”.
Pur essendo una perizia tecnica, secondo Legambiente “si dilunga nel descrivere l’opposizione sociale dei valsusini”, e “consiglia misure pratiche per minimizzarla”. Dal punto di vista dei trasporti pur sostenendo la tesi della saturazione della linea storica al 2020, il rapporto fa anche alcune importanti ammissioni: ammette la necessità di aggiornare con dati più recenti lo studio sulla modernizzazione della linea storica. Ammette che non è stato fatto un confronto quantitativo con l’opzione potenziamento della linea attuale e moderatamente la capacità della linea storica di far fronte alle esigenze di traffico. Inoltre la Ue ammette che non sono disponibili i risultati degli studi in corso e che era comprensibile la protesta.
L’Ufficio stampa Legambiente
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