Abbiamo seguito le vicende TAV convinti che ogni cittadino di buon senso, informato sul problema, non ha difficoltà a capirne le ragioni, non è una questione di sinistra o destra: l’opposizione all’illogicità è trasversale.

 

            Come cittadini e come ferrovieri abbiamo preso parte alle varie iniziative, dal Mugello alla Val di Susa, non possiamo essere disinteressati. I lavoratori delle ferrovie nel capire e nel condividere le ragioni ambientali delle popolazioni interessate dalle cantierizzazioni delle linee TAV, rispetto all’attuale progetto del trasporto ferroviario pongono anche problemi sociali e del lavoro nel settore.

 

            Le politiche TAV, così come sono state attuate, interessano solo i costruttori delle opere, con un tasso di “alta voracità” delle risorse, mentre al contrario il trasporto pendolare e quello più povero delle lunghe distanze, che interessano la maggior parte dei cittadini, è lasciato all’abbandono: i nodi delle stazioni centrali si aggrovigliano ancora di più, il rinnovo del materiale rotabile non è all’altezza delle necessità, infine, dopo un anno dall’incidente di Crevalcore il nuovo incidente di Roccasecca dimostra che il problema della sicurezza non è stato ancora affrontato.

 

            Un aspetto importante, che si collega e si integra con la questione TAV, è la logica della liberalizzazione e della concorrenza selvaggia nei trasporti ferroviari, il liberismo più sfrenato che ricerca il profitto con tutti i mezzi è distruttivo per l’avvenire del servizio pubblico ferroviario, sia per la sicurezza sia per le condizioni di lavoro dei ferrovieri.

 

            “Siamo sullo stesso treno”, la nostra lotta contro il frazionamento dell’impresa pubblica e contro il dumping sociale nel settore dei trasporti, deve essere anche quella di tutti i cittadini.

                                                                                                                                                                

            Nel trasmettervi copia del documento: “Ferrovie … in bilico”, all’interno del quale esponiamo le vostre ragioni contro questo progetto TAV, ed illustriamo anche i problemi e le ragioni dei ferrovieri italiani, vi chiediamo di riaffermare assieme la volontà di avere un servizio pubblico ferroviario efficiente nell’intero sistema, al contrario del progetto TAV che prefigura un trasporto ferroviario su linee super tecnologiche e ultraveloci, a scapito della gran parte delle linee locali prive di tecnologie dove la precarietà tutti i giorni determina notevoli disagi e disservizi agli utenti.

 

            Rimanendo a disposizione per qualsiasi confronto, porgiamo cordiali saluti.

 

Firenze, 27 dicembre 2005      

 

 

                                                                              La Segreteria Regionale Or.S.A. Toscana