UN'ATTENTA CRITICA AL SISTEMA DELL'INFORMAZIONE IN ITALIA
Cercare, insieme agli studenti di un corso di “Analisi delle Politiche
Pubbliche”, le ragioni del sì alla Tav in Val di Susa nei principali quotidiani
italiani, certi di trovarle. Magari solo delineate, abbozzate, con le
approssimazioni che la comunicazione giornalistica non può evitare. Cercarle
leggendo, con attenzione, editoriali e corsivi, interviste e cronache. Cercarle
con determinazione, ma non trovare niente, niente che assomigli a una ragione,
a una argomentazione razionale. Accorgersi, prima sorpresi e poi sconcertati,
dell’incapacità di giornalisti e politici di organizzare un pensiero sul tema
della Tav in Val di Susa che abbia un significato, una logica, un senso.
Accorgersi di come giornalisti e politici siano, tuttavia, a favore dell’opera
– risolutamente, ostinatamente, inspiegabilmente.
Iniziare cercando le ragioni del sì alla Tav in Val di Susa e terminare
riflettendo, sconfortati, su che cosa possa essere accaduto ai nostri maggiori
quotidiani. Giungere a pensare che, forse, il declino italiano nasce da qui, da
questa incapacità del giornalismo italiano di fornire un resoconto attendibile,
pertinente e fondato, degli effetti delle politiche pubbliche. Un giornalismo
che ci impedisce di pensare collettivamente.