Considerando l'incalzare delle
manifestazioni di piazza e il sollevamento di intere comunità, bisogna
concludere che è da tempo che questo non avveniva e segna amaramente la
sconfitta o l'inesistenza della politica.
E considerando quanto si è fatto nel tempo per far parlare la
mediazione al posto delle prove di forza non è un risultato di cui andare fieri
e danneggia tutti.
Le ormai periodiche proteste per i rifiuti in Campania, il
caso di Scanzano ed ora
I due giornalisti con linguaggio diretto e accattivante
fotografano istante dopo istante gli stati d'animo
della gente, il senso quasi antropologico della protesta ed anche la logica
moderna e affaristica che sovrasta questa comunità.
«A Susa – si legge nel testo – è scattato un meccanismo
sociale diverso (più profondo, più sentito): la ricostituzione di quell'antica società di valle capace di formare in modo
spontaneo un corpo unico contro l'invasore che sale dalla pianura. Questa
struttura sociale antica sembrava essersi presentata l'ultima volta fra il '43
e il '45, quando i montanari imbracciarono il moschetto e, insieme con quelli
scappati dalla pianura, formarono le bande partigiane. Dopo allora, ultimo
brandello dell'Italia rurale, la società antica sembrava essere stata dissolta
dalla facilità di movimento e di comunicazione (con i loro fenomeni: la tv,
l'urbanizzazione, i telefonini, l'immigrazione dal Mezzogiorno e poi dai Paesi
poveri, la rete web). Questo sentimento si veste sì di risposte razionali, ma
sembra alloggiare nella sede delle emozioni viscerali, la pancia».
È un libro che si legge tutto d'un fiato, ricco di
riferimenti di cronaca precisi, raffronti con il lato francese e sui diversi
comportamenti dei due governi. Fa riflettere senza dubbio ed è amara la
constatazione che i comportamenti italiani, invariati nel tempo
indipendentemente dai governi, danno fiato ad un rapporto stato–cittadini
in cui i cittadini si sentono in realtà più sudditi.
Da qui il montare della protesta e il loro moltiplicarsi di casi non può che
preoccupare.