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Progetto
preliminare ed analisi requisiti proceduradi V.I.A. (prog. prelim RFI
10-12-2003)
La Documentazione riprodotta in questa pagina è stata tratta
da: www.legambientevalsusa.it,
in occasione delle osservazioni al 1° progetto preliminare (marzo
2003)
Gronda Merci Torino-
Borgone Tratta Italiana Lyon Turin
Riepiloghi: uso del territorio,
personale impiegato e quantità di materiali considerati
rifiuti da smaltire a Progetto preliminare come desunti dal documento
ITALFERR
"Organizzazione cave e discariche relazione generale”.
| Cantiere |
Superficie mq |
Personale alloggiato |
Movimento mezzi |
Materiale inutilizzabile (SMARINO) |
| Consolata |
100.000 |
130 |
150 |
112.000 |
| Villaretto |
60.000 |
120 |
21 |
4.500 |
| Stura |
15.000 |
40 |
1 |
0 |
| Venaria |
60.000 |
100 |
68 |
79.000 |
| Pianezza |
60.000 |
80 |
108 |
13.600 |
| Brione |
70.000 |
200 |
73 |
440.000 |
| Rivera |
50.000 |
60 |
159 |
169.000 |
| Novaretto |
13.000 |
0 |
159 |
531.000 |
| Caprie |
20.000 |
0 |
44 |
340.000 |
| Caprie 2 Rotunno |
100.000 |
0 |
138 |
17.500 |
| Grangetta |
65.000 |
500 |
104 |
356.000 |
| Chiampano |
26.000 |
0 |
125 |
123.000 |
| __________________ |
___________ |
________ |
___________ |
_______________ |
| 12 cantieri |
639.000 mq |
1230 persone |
1150** |
2.225.000mc* |
** Movimento mezzi giornaliero sulla tratta
di lavori per la Gronda - Settimo Torinese Borgone in entrata-uscita
per ogni cantiere. Ogni mezzo effettua andata e ritorno dal cantiere
ragione per cui i viaggi vanno moltiplicati per 2 . In totale quindi:
1150x2= 2300 camion/g.
Le strade che verrebbero prevalentemente
utilizzate sono le statali 24 e 25 della valle, difficile calcolare
le conseguenze per la circolazione, che il progetto non valuta.
Numerosi sarebbero i tronchi di strade nuove realizzate in funzione
dei cantieri e discariche per lo più in zone collinari, in aree
di frana, ed in zone sottoposte a Vincolo PAI. La più impattante
di queste opere realizzate in funzione della “Gronda” sarebbe la strada
di collegamento tra il cantiere Chiampano di Borgone che attraversando
la valle A Bruzolo raggiungerebbe San Giorio e Villar Focchiardo per
poter portare in discarica gli inerti.
Praticamente bloccata la circolazione di Caprie, Novaretto, Condove
con una serie di cantieri ravvicinati e di aree di cava dalle quali
si estrarrebbe la ghiaia necessaria ai cantieri.
Pericolosità
potenziale dei materiali estratti ed inquinamento da fibre di amianto.
La questione dei materiali amiantiferi eventualmente
estratti viene approfonditamente trattata ma solo in via teorica per
la Gronda in quanto non esistono rilievi e campionature dei materiali
esistenti dentro alle montagne dove non si sono mai fatte perforazioni.
Tutto si basa perciò su indagini generiche che hanno come base
gli affioramenti incontrati in superficie, e le carte geologiche conseguenti.
La zona più interessata da presenza di Serpentiniti e altre
rocce amiantifere nell’eventuale scavo della doppia galleria sotto alle
nostre montagne così come si desumono dallo studio sono:
400 metri di scavo nella zona iniziale della galleria del Musinè.
1700 metri di serpentini sono previsti nella zona di Rivera e Almese,
1500 metri di scavo in materiali misti parrebbero previsti nella zona
di Villar Dora e Caprie.
Vi alleghiamo copia originale di alcune pagine del Progetto Preliminare
riguardanti i rischi derivanti dall’esposizione a materiali contenenti
amianto e le principali disposizioni di legge sugli stessi. Non commentiamo…..
Lasciamo ad ognuno di Voi desumere i rischi connessi.
N.B. La caratterizzazione dei materiali
verrebbe fatta dopo aver portato i materiali estratti nei siti di discarica
( provvisori) ad esempio San Mauro a Rivera. Se la caratterizzazione,
ovvero l’indagine conoscitiva effettuata successivamente al deposito
riscontrasse presenza di fibre di amianto superiore ad un grammo per
chilogrammo negli inerti depositati si provvederebbe a ricaricarli sui
camion ed a smaltirli. Va inoltre evidenziato che la caratterizzazione
verrebbe effettuata attraverso il ricupero di un campione di materiale
(e analisi) su quantità che andrebbero dai 1000 ai 5000 metri
cubi. La caratterizzazione sarebbe perciò comunque effettuata
a campione e dopo diversi giorni dall’inizio del trasporto dei materiali.
Le Discariche definitive di inerti previste
si possono dedurre dalla tabella 1 qui sotto:
Aggiornamento sulle discariche definitive
e temporanee previste in Valle di Susa, al 04/02/2004
Il documento è realizzato da Habitat Onlus in data facendo
un lavoro di “collage” dei dati recuperati dagli ultimi CD dei progetti
LTF e RFI. Le quantità indicate sono espresse in mc.
| Castiglione Torinese 300.000 |
Almese 500.000 |
Chianocco 70.000 |
| San Mauro 500.000 |
Sant’Ambrogio 500.000 |
Bussoleno 50.000+100.000+600.000+180.000 |
| Pianezza 320.000+300.000 |
Caprie 2.000.000+100.000 |
Mattie 300.000 |
| Basse di Stura 45.000 |
Borgone 35.000 |
Meana 300.000+150.000 |
| Borgaro 175.000 |
San Didero 200.000+300.000 |
Susa 800.000+80.000+40.000 |
| Collegno laghetto 340.000 |
San Giorio 250.000 |
Giaglione 350.000+40.000 |
| Cave Druento 300.000 |
Villar Focchiardo 800.000 |
Chiomonte 200.000+350.000 Tot 10.645.000
metri cubi |
Inoltre si prevede la discarica al Moncenisio ( Carriere du Paradis
di 6.000.000 di m cubi al momento però non esiste l’autorizzazione
dalla Francia, territorialmente competente).
Totale assoluto oltre 16.000.000 m cubi ovvero oltre 1.300.000 viaggi
complessivi solo andata perciò circa 2.500.000 passaggi di camion
in più sulle nostre strade! Solo per il materiale di risulta!
Dai progetti preliminari RFI “Gronda Merci” 1.151.000 m3 di serpentiniti.

Dalla tabella 2 qui di seguito potrete desumere il bilancio
dei materiali per cantieri

Lo Scotico è la terra di coltura
riutilizzabile. Non si capisce se la movimentazione di questa terra
rientra nei calcoli o meno. Si tratta approssimativamente di oltre 1.000.000
di mq.
Nella colonna del materiale scavato a discarica viene indicato il materiale
già annotato nell’elenco all’inizio, ovvero i materiali potenzialmente
pericolosi estratti che conterrebbero amianto in quantità superiore
ai limiti di legge ( calcolo sempre teorico e basato su rilievi effettuati
in superficie e non in profondità con sondaggi accurati).
Da questa tabella si desume chiaramente che una parte di materiale
estratto non potrebbe essere stoccato nei siti indicati come discariche
di inerti, ma trasportato altrove, altro andrebbe a discarica, altro
riutilizzato, altro andrebbe portato nei cantieri come il calcestruzzo
e la ghiaia necessaria per la costruzione facendolo pervenire da altri
siti di cava
La quantità di materiale movimentato è perciò enorme,
ben superiore a quella indicata perché non sono stati calcolati
i materiali necessari per le opere accessorie, viabilità, sistemazioni
ma solo quelli direttamente riguardanti l’opera ferroviaria.
Se si considera che la quantità totale a discarica definitiva
( ultima colonna in fondo) della tabella 1 e si confronta con la quantità
da mettere in discarica della tabella 2 ( colonna Materiale scavato
a discarica ) ognuno potrà inoltre capire che nelle discariche
della valle e dell’area di cui alla tabella 1 sarebbero stoccati molti
milioni di metri cubi in più di materiale rispetto alla produzione
locale, ovvero 8.170.000 discarica definitiva contro 2.226.729 a discarica
materiale scavato dalla Gronda. Da ciò si deduce che l’eccedenza
di circa 6.000.000 di metri cubi arriverebbe dagli scavi effettuati
per la tratta internazionale.
Per la precisione: 6.000.000 di mc 12 mc per camion si può desumere
che ci sarebbero 500.000 viaggi, andata e ritorno raddoppiano i passaggi
e quindi 1.000.000 di viaggi di camion tra i cantieri della linea internazionale
e le discariche individuate per la “Gronda” esistenti a Borgone, Villar
Focchiardo, Bruzolo, Caprie, Almese, Caselette giù fino a Cavour,
Castiglione, Settimo, Torino, Borgaro, Venaria, Druento e Pianezza.
Difficile dire se l’aumento di inquinamento calcolato nello studio nel
3% annuo non verràsuperato.
Completiamo queste pagine informative realizzate dai soci di Legambiente
Circolo Valle di Susa sul Progetto Preliminare della Gronda ricordando
a tutti che siamo in possesso di campioni di roccia uranifera (pechbenda)
prelevati nella zona dove dovrebbe essere realizzato il Tunnel di Base.
Il test effettuato con contatore Geiger è visionabile presso
www.legambientevalsusa.it
alla pagina Amianto e Uranio.
I campioni sono molto ricchi di radiazioni, se alcune rocce di questo
tipo venissero estratte e depositate ( per sbaglio) o disperse polveri
il rischio sanitario per la popolazione sarebbe gravissimo e considerata
la quantità di inerti che verrebbero depositati anche in bassa
valle e nelle discariche che a prima vista sembrerebbero destinate alla
sola Gronda il rischio riguarda tutta la zona da Chiomonte a Torino.Altre
e più particolari notizie sui progetti preliminari della tratta
internazionale verranno preparati quanto prima appena avremo finito
di visionare la quantità di materiale reperito e stampato i dischetti
forniti, parte dei quali risultano poco o per niente leggibili.
In anteprima vi proponiamo
alcune relazioni generali che costituiscono la documentazione tecnica
del progetto preliminare, prodotta da Italferr/RFI.
I “punti caldi
per il traffico”
I lavori durerebbero dai 5 ai 7 anni secondo FS a partire dal 2006,
è facile prevedere però un allungamento se si realizzerà
l’opera, ben oltre i tempi preventivati, (la vicenda dell’autostrada
dovrebbe insegnare). A differenza dell’autostrada che è stata
realizzata in progressione utilizzando la costruzione della stessa per
il trasporto della gran parte di materiali necessari, per la “Gronda”
ed il Tunnel di Base si dovranno utilizzare in modo massiccio le statali
e la viabilità comunale, creando inoltre tutta una serie di manufatti
stradali ex novo per raggiungere cantieri, discariche e fronti di scavo.
Tra le zone più a rischio sulla gronda possiamo individuare:
Area di Settimo Torinese con taglio di viabilità, interferenza
grave su Tangenziale.
Area di Villaretto con problemi sulla viabilità ordinaria e Tangenziale.
La eventuale formazione di nuove cave per reperire il materiale ghiaioso
in zona potrebbe provocare ulteriore traffico e problematiche al territorio.
Area di Venaria che sarebbe interessata dai lavori per attraversare
la Stura con un ponte di proporzioni notevoli e da tutta una serie di
scavi per realizzare le gallerie per la Tav oltre la Stura nella stretta
fascia di sicurezza esistente tra le case dell’abitato di Venaria e
la Tangenziale con problemi enormi alla viabilità ed alla vivibilità
della zona.
Altra zona problematica sarebbe l’attraversamento delle strade che da
Pianezza portano a Druento e san Gillio, e la zona della rotonda di
Grange Brione dove insisterebbero nell’ordine il cantiere per la galleria
artificiale, l’inizio della galleria del Musinè ed il cantiere
di residenza di diversi lavoratori..
A Rivera di Almese passerebbero giornalmente non meno di 300_350 mezzi
per raggiungere il sito si deposito situato tra l’area sportiva, le
case e l’area industriale passando in un centro abitato dalle strade
strettissime e ripide al limite della percorribilità per i mezzi
automobilistici. Risulta già adesso difficile prefigurare un
futuro per la borgata. Per complicare la situazione anche il raggiungimento
dell’autostrada e del centro abitato di Almese non è tra i più
agevoli. Se poi si considerasse la polvere, la pericolosità delle
polveri, la mancanza d’acqua, il vento, i rumori del cantiere c’è
da credere che molti abitanti della frazione dovrebbero abbandonare
le proprie abitazioni volenti o nolenti….
Caprie Novaretto sono per la tratta uno dei punti che patirebbero di
più a livello di traffico perché sarebbero concentrati
su Viale Kennedy e sulla SS 24 almeno 700-800 mezzi al giorno in un
brevissimo tratto creando una densità di traffico mai visto.
Si tratterebbe di traffico lento, che specie sul cavalcavia del Sessi
dove dovrebbe realizzarsi il nuovo ponte provocherebbe problematiche
praticamente irrisolvibili.
Come se non bastasse l’utilizzo della Cava Rotunno per la produzione
di inerti, della vicinissima Cava Bonaudo per Cantiere e deposito di
macchinari nella stessa zona si lavorerebbe per la costruzione del ponte
sul Sessi, la trincea verso Novaretto, il successivo viadotto verso
i Giardini ed il ponte sulla Dora e sottopasso alll’autostrada in corrispondenza
con l’odierno ponte delle Cave. Tutto lascia pensare che non solo gli
abitanti della zona dovranno abbandonare le case ( alcune delle quali
sarebbero abbattute) ma addirittura il traffico veicolare pendolare
e privato valsusino sarebbe a rischio di paralisi per anni.
Non meno traumatica la problematica del traffico tra l’uscita autostradale
di Avigliana Ovest e quella dei cantieri di Rivera e Caprie. Fare qualsiasi
previsione sarebbe azzardato. Per i frontisti di queste strade è
possibile vista la situazione che c’è già oggi che si
prefiguri un futuro da prigionieri in casa vista la reale difficoltà
ad accedere alle strade causa traffico.
Della Zona di Grangetta e Chiampano si possono ripetere i discorsi ci
Caprie con una presenza appena inferiore di mezzi ma con le stesse difficoltà
per raggiungere l’autostrada a Borgone.
Rumori
ed inquinamento da attività di cantiere.
I cantieri funzionerebbero giorno e notte
con turni di 7 ore. Le operazioni di scavo, betonaggio, trasporto inerti
e materiali vari da e per i cantieri prevedono un traffico medio notturno
di 17 mezzi ora (andata e ritorno sono però 34). Nei progetti
si evidenzia l’impossibilità di ridurre i rumori notturni al
di sotto della soglia di legge almeno nei 15 metri dalle strade attraversate.
Dai dati presentati nep progetto preliminare risulta chiaro che nel
raggio di 250 metri dai cantieri, zone di scavi, Di deposito inerti
la possibilità di un forte impatto acustico, almeno fino ai 250
metri dalla fonte del rumore, sarebbe certa e si prevede una forte difficoltà
a vivere in queste zone costantemente.
Sempre negli studi si indica come il 3% l’aumento medio annuo di PM
(articolato) dovuto ai lavori.
Non si fa peraltro accenno ai problemi climatici dovuti all’inversione
termica che provocano lo schiacciamento sul fondo valle dell’inquinamento
per lunghi periodi dell’anno cosa che avviene in modo meno accentuato
invece in una zona di pianura. Allo stesso modo non è stato considerato
il problema dei venti che provocherebbero lo spostamento di grosse quantità
di polveri potenzialmente inquinanti sui centri abitati vicini alle
cave ed alle discariche.
Metodo di scavo
Indicativamente gli scavi delle gallerie
potrebbero essere realizzati con fresa e quindi meccanizzati dagli attacchi
di Borgone e Brione mentre all’interno e dagli sbocchi di Caprie è
previsto il modo tradizionale ( espolsivi).
Da ciò si deduce tutta una serie di considerazioni sulle vibrazioni,
pericolo di frane, dispersione aggiuntiva di polveri, problematiche
alle falde interne d’acqua. Non a caso si evidenzia che tutte le fonti
d’acqua e gli acquedotti potrebbero essere interessati da venute minori
di acqua e conseguenze sull’approvvigionamento degli acquedotti sono
attese già in fase di Progetto Preliminare anche nella zona della
Gronda. Lo stesso progetto prevede peraltro forti venute d’acqua in
fase di scavo provenienti da falde sotterranee intercettate con le gallerie.
Non sono però mai stati effettuati studi sulla quantità,
provenienza dell’acqua e conseguenze possibili.
Altro problema poco conosciuto ma già individuato è quello
del possibile inquinamento delle acque sia superficiali che sotterranee.
Sotto quest’aspetto l’esperienza del Mugello nel quale erano stati chiusi
i cantieri proprio a causa di inquinamento fanno scuola. Chiaro che
in Valle la situazione potrebbe essere ancora peggiore vista l’estensione
dei lavori e la localizzazione degli stessi sull’unico asse della valle
e sullo stesso versante idrografico, tra l’altro il più ricco
di acqua per la bassa valle.
Per vedere le osservazioni al V.I.A. prodotte da Legambiente Valsusa,
prego cliccare qui: 
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