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TORINO - LYON? COSTOSA ED INUTILE !
10+1 risposte
sintetiche per riassumere i motivi della nostra posizione.
Perché i Sindaci, gli Amministratori e i Cittadini di un territorio
molto vasto, che comprende la Valle di Susa e la cintura Nord-Ovest
di Torino, si oppongono alla linea ferroviaria ad Alta Capacità
Torino - Lione?
1) Perché sul suo asse, Est-Ovest non esisterà mai il
traffico previsto, né passeggeri, né merci.
2) Perché sulla linea attuale, definita satura da FS, perlomeno
nella tratta da Avigliana a Torino, stranamente si prevede in futuro
un aumento del 56% dei traffici.
3) Perché la città di Torino sarebbe comunque tagliata
fuori dall’alta velocità che passerebbe a Venaria, e nonostante
l’enorme ivestimento anche il cuneese, il canavese, la Valle d’Aosta
e la Liguria continuerebbero ad essere marginali e mal collegati via
ferro.
4) Perché i costi di 15 miliardi (fonte: La Stampa) di Euro per
il doppio tunnel internazionale di 54 km rappresentano una pura stima
generica fatta precedentemente ai sondaggi geognostici del massiccio
d’Ambin.
5) Perché la speranza di “innescare investimenti privati” sulla
sua costruzione rimarrà delusa, come delusi e arrabbiati sono
gli investitori sul “Channel” sotto alla Manica.
6) Perché il progetto non è assolutamente “maturo” mancando
sia il necessario consenso delle popolazioni ed amministrazioni interessate,
che l’immediata possibilità di partire coi lavori del tunnel
(per il quale si devono ancora effettuare le indagini geologiche).
7) Perché il passaggio all’interno delle montagne, sotto 2000
metri di rocce, con 45 gradi di calore, presenza acqua, gas grisou,
gas Radon, rocce di ogni tipo, faglie, lungo le quali le rocce sono
tuttora in costante movimento, (fonte Alpetunnel GEIE) rappresentano
un’impresa ciclopica e potenzialmente ad alto rischio.
8) Perché non si sono ancora risolte, neppure sulla carta, le
problematiche relative ai materiali estratti, ai potenziali inquinamenti,
al sicuro depauperamento della preziosa risorsa idrica di qualità
oggi esistente (Fonte Prescrizioni della Commissione VIA).
9) Perché le popolazioni della Valle di Susa e della Gronda Nord
di Torino sono e saranno costantemente informate dei rischi che corrono
sotto l’aspetto della salute, della qualità della vita e dei
danni economici cui andrebbero incontro (vedi www.legambientevalsusa.it
e links) e non possono essere convinte da generiche e scorrette promesse
dei promotori.
10) Perché il 5% dei costi dell’opera Richiesti allo Stato dalla
Regione Piemonte quali ipotetiche e generiche compensazioni per i territori
attraversati, rappresentano un’offesa all’intelligenza delle popolazioni
ed amministrazioni che muoveranno legalmente ogni azione possibile per
impedire la distruzione di un intero territorio densamente abitato,
ricco di storia, e che dovrebbe essere prossima sede delle Olimpiadi
invernali del 2006.
11) Perché il consenso della collettività, il coinvolgimento
decisionale e la corretta informazione nei confronti degli amministratori
non è mai stato realmente ricercato.
Denunciamo le conseguenze sul nostro territorio e per l’intero paese
causate da questa situazione gravissima, lasciando queste osservazioni
anche a futura memoria :
Inquinamenti gravi di aria acqua e suolo con ricadute sulla salute della
popolazione, aumento considerevole del traffico e inquinamento causa
cantieri, difficoltà nella circolazione, aumento della criminalità
attirata dalla quantità di appalti e subappalti, cave per materiale
inerte, nuovi depositi materiali e relativa movimentazione, perdita
di fiducia della popolazione nelle istituzioni e nello Stato, perdita
di valore delle aree interessate e collegate (fenomeno conosciuto come
“Effetto Bronx”).
In caso di realizzazione il “sistema Italia” subirebbe presumibilmente
questi danni:
Aumento del debito pubblico a causa di enormi investimenti
errati e non redditizi, coinvolgimento di Banche, Aziende Pubbliche,
appaltatori finali in gravi crisi finanziarie, ricaduta negativa su
cittadini causata da perdita valore di titoli di Stato o privati emessi
sul mercato a finanziamento dell’opera (vedi Channel della Manica),
costi caricati sulla collettività a seguito di inquinamenti,
cure sanitarie, sistemazione viaria conseguente ai lavori, perdita di
fiducia nello Stato, Istituzioni, Sindacati, sistema creditizio, impoverimento
generale della collettività con taglio dei servizi essenziali
e dello Stato Sociale.
Comitato almesino contro il TAV/TAC.
info@notavalmese.org

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